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© 2018 by Nene Muñoz

4 alternative per un armadio più sostenibile

Aggiornato il: 1 giu 2018

Buenos dìas!!


Mi scuso per l’assenza della settimana scorsa ma è stato davvero un periodo molto intenso. Cerco sempre di mantenere l’equilibrio nelle cose ma ovviamente non sempre è possibile!

Per quanto siano anni che amo i blog e la vita su internet, questa esperienza con Homescious è completamente NUOVA ed emozionante ma nello stesso tempo è fonte di grande pressione e tensione. Insomma, sto lavorando su tanti nuovi contenuti e cercando sempre di apportare cose di valore quindi grazie della pazienza e anche per leggere queste righe :)


Ma torniamo alla vita nelle nostre case! Nonostante la pioggia e il tempo variabile, è arrivato il momento di cambiare armadi (non il mio perché è da tanto che non lo faccio più, se volete poi vi racconto come ho fatto, scrivetelo nei commenti!) ma per la mia bambina sicuramente si.


In questa epoca storica dove abbiamo una massiccia presenza della chiamata fast-fashion non è semplice non comprare questo tipo di prodotti, specialmente per i prezzi bassissimi che offrono.

Personalmente, ogni volta che metto piede in uno di quei negozi mi vengono in mente tutte le tragedie sociali, economiche e ambientali che questa industria ha causato e sta causando, come conseguenza io non riesco più a comprarci neanche una maglietta.

Vi invito a leggere “i vestiti nuovi del consumatore” oppure a guardare “the true cost” per avere un’idea più chiara su questo argomento. Consiglio anche i video di Camilla Mendini sul guardaroba ecosostenibile!



Attualmente non solo non compro più vestiti per me provenienti da questi fast-fashion brand, ma non li compro nemmeno a mia figlia!

mi chiedono spesso “E QUINDI COME FAI?

Per cui ho pensato che sarebbe utile condividere con voi qualche idea per non cadere nella trappola del basso costo/bassa qualità=enormi impatti negativi. Ecco io cosa faccio:


1. Negozi dell’usato. Io sono affezzionata al negozio Bababum in Salita Pollauoli a Genova, le cose che compriamo sono praticamente nuove, se ne trovano di molto carine a prezzi davvero bassi, basta cercare per trovare!

L’ultima volta abbiamo comprato questi capi per meno di 40€


2. Associazioni. Per esempio l’associazione tRiciclo Bimbi a Basso Impatto (per conoscerli meglio guardate questo video) ha una chat con più di 250 iscritti dedicata esclusivamente allo scambio di vestiti o altri prodotti per l’infanzia. Sono sicura che ne troverete anche nelle vostre città!


3. Negozi on-line. Con l’avvento dell’e-commerce ovvero le vendite su internet ci sono delle piccoli negozi che realizzano vestiti belli e di ottima qualità. Un esempio è la mia amica Diana Ramirez creatrice di two points couture dove quasi ogni anno compriamo dei vestitini o delle magliette da tenere nel guardaroba per qualche occasione speciale, andate a vedere ;)



4. Fai-da-te! Imparare a cucire è tra le mie piccole conquiste degli ultimi anni. Mi ha dato una libertà e un’autonomia incredibili. Non parlo di capi elaborati o complicati, per esempio ho creato decine di pijami per Frida con magliette che non usavo più, oppure dei pantaloncini utilizzando come pattern dei pantaloni che avevamo già ma ci ho aggiunto semplicemente qualche centimetro. A me ha aiutato tantissimo la mamma di una cara amica e così ci sono tante persone che condividono i loro saperi, non abbiate paura di chiedere ed esperimentare!



★Cosa ne pensate?

★Avete qualche altro tip utile su come vestirci in modo sostenibile? fatemi sapere nei commenti qua sotto👇👇👇


Ricordiamo sempre che non possiamo fare tutto, ma ognuno di noi può fare qualcosa ;)

Noi ci vediamo domani con il video di questa settimana, su instagram e anche sulla mia nuovissima pagina facebook, vi aspetto!

un abbraccio♥